Lezione 2: L'obiettivo

Nella scelta dell'obiettivo per la nostra reflex due sono le caratteristiche tecniche a cui dobbiamo fare riferimento: la lunghezza focale e la luminosità (o apertura massima / diaframma massimo).


La lunghezza focale (o più semplicemente focale) è definita come la distanza tra centro ottico dell'obiettivo e il sensore (espressa in mm).

Sugli obiettivi zoom (che permettono quindi di spostare il centro ottico in avanti e indietro e quindi "ingrandire") possono comparire due valori, il primo per la focale minore, il secondo per quella maggiore. Al contrario possiamo avere obiettivi fissi, dove la lunghezza focale non è variabile. I vantaggi degli obiettivi fissi sono la maggiore luminosità e la maggiore nitidezza rispetto agli zoom. A differenti lunghezze focali corrispondono diversi angoli di ripresa della scena.
Nell'esempio sottostante, riferito allo standard 35mm, possiamo notare come l'angolo ripreso sia man mano più stretto, come se dalla focale più piccola si sia ritagliata via via una minore porzione di immagine. Questo processo di "ritaglio" genera questo effetto di "ingrandimento".




Le focali perciò dividono in categorie gli obiettivi, sempre con riferimento allo standard 35mm, a seconda della porzione di scena inquadrata.
Abbiamo gli obiettivi "normali" (50mm) che presentano una prospettiva e un'angolo di campo simile alla nostra vista.
A minori focali del 50mm ci sono gli obiettivi grandangolari, a focali maggiori abbiamo i tele (o teleobiettivi).

Valori indicativi per gli obiettivi su pellicole 35mm sono:
  • Supergrandangolari (14-24mm)
  • Grandangolari (24-35mm)
  • Normali (50mm)
  • Teleobiettivi (80-200mm)
  • Supertele (maggiori di 200mm)


La luminosità (o valore di diaframma) è l'altro parametro fondamentale per identificare un obiettivo.
La quantità di luce che attraversa le lenti è regolata da un dispositivo chiamato diaframma.
Viene comunemente indicata con f seguito da un numero che per definizione è il rapporto tra la lunghezza focale e il diametro della lente frontale dell'obiettivo.
Il valore di diaframma indicato sull'obiettivo è la massima apertura ottenibile.
Cosa importante da ricordare è che minore è il numero che identifica l'apertura, più luminoso sarà l'obiettivo (e quindi più costoso!).

Tipici valori di f sono:

f 1 1.4 2 2.8 4 5.6 8 11 16 22

(Non tutti gli obiettivi hanno valori di f bassi, visto il costo dello stesso)

Come si vede i numeri sovrastanti sono uno la metà dell'altro (alternati tra multipli di 1 e multipli di 1.4). Passare da un numero a quello successivo abbiamo l'incremento di uno stop, di due stop se si passa ad esempio da 4 a 8, e così via.
La scelta di passare dal diaframma 2 a 1.4 per esempio raddoppia la luce in entrata.
L'obiettivo quindi riuscirà a far passare più luce ed impressionare la pellicola in minor tempo.
Negli obiettivi fissi viene specificato un solo valore di apertura, ad esempio f/2.
Sugli obiettivi zoom possono comparire due valori, il primo per la focale minore, il secondo per quella maggiore. Ad esempio, per uno zoom 35-135mm f/3.5-4, il valore f/3.5 è ottenibile a 35mm e si riduce a f/4 alla focale di 135mm.

Ci verrebbe da pensare che sia sempre bene utilizzare un obiettivo alla massima apertura possibile (es. f 1.4), sfruttando il fatto che esso impressioni in brevissimo tempo la pellicola e ci permetta di immortalare anche oggetti molto veloci in movimento. Vediamo in quali casi è utile chiudere di qualche stop il diaframma.

La coppia lungezza focale / diaframma ci da la profondità di campo che é la zona "a fuoco" della foto (cioè dove l'immagine risulta nitida e non sfocata).
Più il diaframma é aperto (es. f 1.4 o f 2.8) e minore sarà la profodità di campo.
E' probabile quindi che se noi volessimo fotografare un paesaggio non ci interessa isolare un singolo particolare sfocando il resto, ma avere bene o male tutto a fuoco.


La profondità di campo inoltre tende a diminuire con l'aumentare della lunghezza focale, cioè i teleobiettivi hanno una minore profondità di campo rispetto ai grandangolari e quindi sono ideali ad esempio per isolare un oggetto dallo sfondo (ritrattistica in generale).

Nella prossima lezione parleremo di esposizione... stay tuned!

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