Lezione 4: L'esposizione - parte 2


La sensibilità ISO è il terzo fattore per il bilanciamento dell'esposizione. In pratica forza il sensore ad essere più sensibile alla luce. Più basso è il numero ISO, meno sensibile sarà il sensore. Per permettersi di scattare con scarsa luminosità si avrà bisogno di un più elevato ISO ma un valore ISO più elevato comporta più rumore digitale (aspetto granuloso e perdita di dettaglio). Questo inficia sulla qualità e definizione delle immagini.

A parità di condizioni di luce, si ottiene la stessa esposizione se aumentando un fattore di uno stop se ne diminuisce un altro della stessa quantità. Ad esempio, portando il tempo da 1/250 a 1/500, si può scegliere se aprire di uno stop il diaframma oppure aumentare la sensibilità ISO. In entrambi i casi la quantità di luce che colpirà la pellicola sarà la stessa.
Ad esempio la terna di valori ISO 100-f/5,6-1/60 è equivalente alle seguenti:
ISO 100-f/8-1/30
ISO 100-f/4-1/125
ISO 100-f/11-1/15
ISO 100-f/2,8-1/250
ISO 200-f/8-1/60
ISO 200-f/11-1/30
ISO 200-f/4-1/250
ISO 400-f/8-1/125
ISO 400-f/5,6-1/250
ISO 3200-f/11-1/500

Solitamente però è più comodo far eseguire questo bilanciamento in automatico alla fotocamera, e farla lavorare ad esempio secondo prorità di diaframmi, tempo o automatica.

Nel primo caso possiamo impostare l'apertura e la macchina calcolerà automaticamente il tempo corretto per il nostro scatto. Questo automatismo è utile qualora noi volessimo fare delle foto con piccola profondità di campo per isolare un soggetto.
Nel secondo caso l'utilizzazione più frequente è quella in cui dobbiamo per forza ottenere un tempo rapido per "congelare" quanto vediamo (ad esempio un'azione sportiva frenetica o dei movimenti bruschi). La fotocamera imposterà automaticamente un'apertura adeguata per ottenere il tempo da noi scelto (solitamente però si ha bisogno di molta luce).
Nell'ultimo caso possiamo far uso di programmi già impostati (o scene) oppure di valutazioni sulla scena inquadrata. In ogni caso se ne sconsiglia l'uso se non si è alla prime armi.

Può tuttavia capitare che il risultato sia deludente ossia che l'immagine sia troppo chiara o troppo scura nonostante il sistema ha calcolato automaticamente l'esposizione.
In effetti può capitare che la scena contenga elementi che traggono in inganno il sensore, falsando il risultato.
Si può quindi scegliere vari metodi di esposizione basati su algoritmi che valutano la luce presente nella scena.

Vediamoli di seguito:
  • Metodo matrix: l'esposizione è calcolata su tutta la scena inquadrata, e si cerca di mediare fra le varie zone; ma, se i contrasti sono troppo marcati (come nel caso di un soggetto controluce) i risultati non sono dei migliori (a meno di non voler ottenere l'effetto silhouette, con il soggetto completamente nero).
  • Metodo media pesata al centro: l'esposizione viene calcolata sulla parte centrale della scena.
  • Metodo spot: l'esposizione viene calcolata in un punto, solitamente quello centrale.
Non c'è una formula che indica con precisione quando usare un sistema, piuttosto che l'altro.
Tra i sistemi di misurazione suddetti, quello spot può garantire maggior precisione, ma bisogna prima imparare a capire dove puntarlo e come interpretare i dati.
Il sistema matix è sicuramente quello che offre risultati più attendibili, con il minimo intervento.
Nelle reflex possiamo trovare una particolare funzione denominata bracketing che esegue in automatico tre scatti in sequenza: uno esposto secondo il calcolo automatico, uno sovra-esposto e uno sotto-esposto.
La forcella di sovra e sotto esposizione (+/- 1 stop o altri valori) è solitamente programmabile.


-1 EV 0 EV +1EV

Nella prossima lezione parleremo di bilanciamento del bianco... stay tuned!

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